ALL’AEROPORTO                                                        DIARIO

 

Ho sonno! Ho dormito solo quattro ore e adesso mi sento esaurita.

Abbiamo fatto il check out alle cinque, poi siamo andati direttamente all’aeroporto in una navetta gratuita.

Abbiamo consegnato i bagagli e ritirato le carte d’imbarco.

C’è anche la possibilità di fare il check in online, ma non avevo accesso a una stampante, perciò non è stato possibile stampare i documenti.

I miei bagagli pesavano troppo, pertanto ho dovuto togliere alcuni dei regali comprati ieri e metterli nel bagaglio a mano per evitare di pagare i bagagli in eccedenza di peso.

Ho scelto un posto finestrino perché mi piace guardare il paesaggio e non mi piacciono i posti lato corridoio.

 

L’aeroporto di Olbia in Sardegna è piuttosto piccolo in paragone con certi altri aeroporti italiani come quelli di Milano o Roma, quindi non ci è voluto molto tempo per passare il controllo di sicurezza.

Siamo andati all’uscita d’imbarco quando improvvisamente ho sentito un grido: “Aspetta, aspetta!”

 

Mi sono girata e ho visto Onni che stava correndo dall’altra parte della sala d’imbarco. “Ti prego, resta qui un paio di giorni in più con me. Non andartene!” ha detto, afferrando le mie spalle con le sue mani.

 

Mio padre, confuso e per paura di perdere l’aereo, mi ha guardato e ha detto: “Non mi sembra una buona idea. Se rimani qui, dovrai pagarti un altro biglietto d’aereo e poi c’è il costo dell’alloggio! Vi conoscete da soltanto due settimane. Mi sembra assurdo! Su, andiamo! L’aereo sta per partire.”

 

Mia madre, essendo una persona più comprensiva, gli ha risposto: “Ma stai zitto Antonio! La ragazza è innamorata! È amore a prima vista. Mi sono resa conto dal primo momento che li ho visti insieme quel giorno della gita in barca."

 

“Le pagherò il biglietto di ritorno io” ha interrotto Onni, “e l’alloggio, i pasti, tutto! Mi prenderò cura di vostra figlia. Non c’è da preoccuparsi. Mi occuperò io di tutto!”

 

Finalmente i miei genitori hanno accettato e mio padre, inquieto, ci ha dato un sacco di ordini: Chiamateci stasera, capito? Andate subito a comprare il biglietto d’aereo. Onni, prendi cura di mia figlia, mi raccomando, fai da bravo! Non lasciarla sola!

 

Onni ha promesso e ci siamo salutati tutti. Onni mi ha stretto la mano e insieme siamo tornati, entrambi felici e con un bel sorriso, in albergo.

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